Introduzione ai database

di | 3 Dicembre 2019
Database relazionale
Database relazionale

Che cos’è un database?

Un database è un contenitore logico di informazioni, strutturate generalmente in singoli archivi, detti anche tabelle.

Le tabelle che costituiscono il database sono in genere strutturate in righe (dette anche records) e colonne. Semplificando potremmo assimilare una tabella ad un foglio di calcolo.

Un database relazionale rappresenta una evoluzione del database classico. Esso consiste in tabelle che posso essere correlate tra loro in modo da poterlo gestire ed effettuare ricerche in maniera incrociata.

A cosa serve un database?

L’utilità di un database è definita nella sua stessa descrizione indicata sopra. I dati o informazioni in esso memorizzabili ne costituiscono la finalità principale.

Generalmente le informazioni custodite all’interno di un database sono inerenti uno specifico tema, anche se questo non costituisce una regola ne un vincolo.

Ogni sito web, servizio online su internet, software generico e gestionale o dispositivo elettronico dispone di uno o più database per un regolare funzionamento.

In esso sono memorizzate le informazioni utili al funzionamento dello stesso o costituiscono il patrimonio informativo per il quale il database è stato creato. Al fine di effettuare ricerche, statistiche ed analisi dei dati.

Come di crea un database?

Sono disponibili moltissimi strumenti software in grado di realizzare un database. Sia di proprietà di specifiche aziende e quindi disponibili con varie forme commerciali che sviluppati in ambito open source e quindi disponibili gratuitamente.

Nella seziona aree tematiche > database ci sono diversi articoli la cui finalità è quella di descrivere con maggiore dettaglio le alternative disponibili sul mercato.

Generalmente i vari software di gestione di un database mettono a disposizione gli strumenti per configurarlo e crearlo. In alcuni casi sono disponibili anche particolari tools standard o personalizzabili che consentono la gestione dei dati. Dove per gestione significa inserimento. modifica, eliminazione e definizione delle relazioni tra tabelle.

Esempio di database

Pensiamo banalmente ad un rubrica di indirizzi italiani, questa ipotesi ci consente di progettare in maniera essenziale una soluzione per gestire questo tipo di base di dati.

Iniziamo dalle tabelle da creare:
– Tabella della rubrica
– Tabella delle località
– Tabelle delle province
n.b. E’ buona norma, al fine di stabilire le corrette relazioni tra le tabelle e ridurre errori di digitazione, predisporre delle tabelle dedicate alle informazioni standardizzabili e ripetitive.

Tabella della rubrica

Questa è la tabella principale, potremmo dire costituita dalle seguenti colonne:
– Nome e cognome (campo di testo)
– Indirizzo e numero civico (campo di testo)
– Codice di avviamento postale (campo di testo, non numerico perché alcuni cap iniziano con il carattere zero che il campo numerico non consente di gestire)
– Località codice (campo numerico)
– Provincia codice (campo numerico)

Tabella delle località

Questa è la prima di due tabelle che contiene dei dati standardizzabili, quindi ripetibili infinite volte nella tabella della rubrica. Ipotizziamo quindi di avere le seguenti colonne:
– Codice della località (campo numerico)
– Descrizione della località (campo di testo)

Tabella delle provincie

Composta dalle colonne:
– Codice della provincia (campo numerico)
– Descrizione della provincia (campo di testo)

Relazioni tra tabelle

I campi che stabiliscono le relazioni tra le tabelle definite saranno le seguenti:
– Codice della località (tra la tabella della rubrica e la tabella delle località)
– Codice della provincia (tra la tabella della rubrica e la tabella delle località)

Iniziamo!

Quale che sia il vostro obiettivo, un sito web, un software gestionale o una app, un database è la prima necessità. La scelta del prodotto è fondamentale con prioritaria considerazione di: costi, finalità e performance.

E se volete progettare il database in maniera efficace ed esaustiva il consiglio è di studiare e sperimentare. Solo una consapevolezza certa e approfondita consente di disporre ambienti di sviluppo delle applicazioni solidi.

Continua la lettura dell’area tematica dedicata ai database per saperne di più.

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